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25 settembre 2003
La notte bianca di Roma
Sabato Roma diventerà qualcosa che non è mai stata. Dalla sera e per tutta la notte, fino alla mattina successiva rimarranno aperti negozi, cinema, teatri, biblioteche, e mezzi pubblici, a prezzi ridotti e ad orario continuato. Saranno illuminati i palazzi e le chiese, i cortili delle ville e la sinagoga che festeggia il capodanno ebraico. Artisti di strada, e spettacoli saranno messi in scena per le strade del centro e per tutta la notte. All'Auditorium, al Teatro dell'Opera e in tutti i principali teatri produzioni straordinarie ad ingresso gratuito. Le palestre e le piscine aperte per temerari bagni notturni. Concerti jazz nei locali, mostre, bancarelle, degustazione di vini e distribuzione di caffè e cornetti. E sulla terrazza del Pincio, con vista su tutta la città, a mezzanotte i fuochi d'artificio, e alle 6 del mattino le musiche di Rossini, Beethoven e Mozart saluteranno l'alba su Roma.
Qui siamo tutti eccitati. Abbiamo scaricato il programma ma c'è troppa roba da fare e da vedere, ci organizzeremo per il freddo e il sonno ma cercheremo di girare a caso. Ci daremo degli appuntamenti per incontrarci, e se - come immagino - tutta Roma sarà in giro quel giorno, qualche incontro avverà per caso.
Sia come sia, a costo di drogarmi, devo arrivare al mattino.
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24 settembre 2003
Domani, alle 22.40 circa, su Rai Radio 3 un esperimento di improvvisazione di scrittura+lettura in diretta che mi coinvolge e mi incuriosisce. Su Zop tutte le informazioni.

Lunedì 29 "Mondo Blog" viene presentato a Roma. Finalmente gioco in casa. Onorata dalla presenza di Luisa Carrada e Giulio Mozzi. Cena post-cosa dalle parti di San Lorenzo.
Mel Book Store - Via Nazionale
Ore 18.00

>> ricchi premi e cotillon in questa roman version, quindi accatta l'invito.
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23 settembre 2003
Stupide donne

Ogni volta che succede so benissimo che sta succedendo.
Ogni volta che pianto il muso, che scendo nei miei silenzi o che urlo le mie ragioni c'è una parte di me che mi odia, che riconosce la stupida matrice femminile di tutto questo e ha pena per quel povero esemplare di maschio che mi sta davanti.
Ogni volta parteggio per lui, gli riconosco la buona volontà di sopportarmi, gli riconosco tutte le ragioni, gli riconosco la pazienza e la dolcezza, mentre io mi odio.
Eppure non riesco ad essere ragionevole, ad uscire da me stessa, ad alzarmi, a smettere di gridare o a smettere di stare in silenzio. Solo metà di me ce la fa, si siede fuori ad aspettare che passi. E vorrebbe parlare al povero cristo che si sorbisce tutta la scena, ma le sue parole e i suoi sbuffi non producono alcun effetto visibile.

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Uhh guarda guarda che bell'ombelico

Con questa cosa del libro mi è capitato di dover rispondere a qualche intervista. Le prime sembravano fatte per gioco, poi le domande si sono fatte sempre più importanti. Adesso addirittura mi si chiede dove penso che finirà il nostro Paese. Cacchio.
La responsabilità di un ruolo, piccolo o grande che sia, imporrebbe che io rispondessi con cognizione di causa, senza falsa modestia, in maniera adeguata e pronta a ricevere opposizione. Prendendomi cioè tutto il carico, vestendo i panni che mi si offre di vestire.
La mia natura mi guida invece verso la dissacrazione totale di questo gioco delle parti, essendo consapevole che non potrò mai dire nulla di appropriato, e soprattutto sentendomi totalmente a disagio nei panni dell'esperta, o della piccola autorità di turno.
Ma qualcuno mi ha fatto notare che è proprio il mio atteggiamento di ritrosia a risultare inadeguato, e mi si chiede se per caso non sia "una sorta di scappottamento delle responsabilità che il ruolo inevitabilmente implica".
Mi trovo dunque a dover scegliere quale delle due accuse accettare:
1. Come ti permetti di pensare di poter rispondere a domande più grandi di te?
2. Piantala di fare la falsa modesta, hai giocato il tuo giochino adesso arrivi in fondo.
Compro una vocale.

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18 settembre 2003
Nightango

Non avevo nessuna voglia di tornare a casa ieri sera, dopo la cenetta frizzante con Luisa. Da Piazza Cavour avrei potuto prendere il ponte e arrivare subito alla macchina lasciata sul Lungotevere. Invece ho fatto un giro lungo, costeggiando la strada a stella intorno a Castel S. Angelo, attraversando Via della Conciliazione che di notte splende in fondo della sua Cupola di San Pietro, arrivando allo spiazzo pedonale sotto le mura del Castello e passando il Tevere da ponte S. Angelo.
Il ponte era vuoto, i venditori ambulanti se ne erano andati. Incrociavo solo qualche coppia di stranieri per mano, vestiti per bene per la passeggiata romantica della sera dopo una giornata da turisti. In fondo, il traffico delle macchine, ma sul ponte nessun rumore. Il Tevere giù in basso, nero e fermo, rispecchiava le luci delle chiese e delle case, e quelle di un manciata di stand sulla riva, un rimasuglio di evento estivo.
Da lì veniva anche una musica. Mi sono fermata. Mi sono affacciata in punta dei piedi. Ho camminato di nuovo e mi sono fermata per guardare ancora ma da sotto. La musica mi ha seguito fino alla fine del ponte. La scala che portava giù, in riva al fiume dove stavano gli stand, era altissima ripida e buia. Sono scesa e ho raggiunto la musica. Ballavano il tango, alcune coppie di professionisti e dei principianti. Ho guardato da un angolo ma qualcuno mi ha invitato a ballare.
Non avevo nessuna voglia di tornare a casa.

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17 settembre 2003
On air

E' stato divertente in radio. Avevo la pancia piena di marshmallows ma ce l'ho fatta lo stesso. Anche io come Biccio ho trovato Barbieri molto gentile e comprensivo. Mi sono chiusa in camera mentre Ema e la sua amica mi ascoltavano dalla radio in soggiorno. Guido mi ascoltava in macchina sotto casa, Simone e Alle da Parma. Penso che con le finali di Miss Italia, Titanic e l'Esorcista in tv i suddetti fossero gli unici sintonizzati su Rai Radio 3 a quell'ora.
Alle mi ha mandato un sms: "che voce porno che hai in radio".
Mia madre il giorno dopo si lamentava che la sua Miss preferita fosse arrivata terza.

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15 settembre 2003
Stasera

Alle 23.30 Guido Barbieri di Rai Radio 3 mi telefonerà in diretta per farmi parlare un po' di Mondo Blog. Qualche amico verrà ad assistere alla scena con pop-corn e patatine. Mi sento come due ore prima di un esame. Ma senza libri di testo da ripassare e senza nessuno a cui chiedere "Che domande fa?".
Credo che nell'attesa mi distrarrò guardando l'Esorcista. Speriamo di fare due risate.

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Manga time

Cio' che mi fa impazzire dei cartoni di Miyazaky si riduce ad una scena di questo tipo: un mostro orribile minaccia la popolazione. La popolazione è una massa che non prende decisioni, vittima solo di emozioni elementari: paura, rabbia, felicità o speranza. I personaggi principali imbracciano le armi e l'astuzia per difendersi dal mostro orribile.
Solo uno, il protagonista, ha capito tutto. Si avvicina disarmato al mostro orribile e gli parla: "Mostro orribile non minacciare il mio popolo, sei arrabbiato perchè abbiamo invaso il tuo territorio ma è stato uno sbaglio, ti chiediamo scusa e ce ne andiamo subito".
Così Nausicaa si lascia mordere un dito da uno scoiattolo selvatico. "Adesso puoi lasciarmi" gli dice "Non ti voglio fare del male, vedi?". Quello abbassa le orecchie e molla la presa. "Ecco" fa lei "Mi hai morso perchè avevi paura, non mi conoscevi, ma adesso puoi fidarti". E lo scoiattolo si arrotola fra i suoi capelli e si accuccia nel suo cappuccio.

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12 settembre 2003
Riassunto puntate precedenti

1. Ignorati i segnali divini palesatesi in un'estate un po' più calda del normale. Invece della migrazione organizzato giaciglio permanente per terra vicino alla finestra e deciso di partire.
2. Nelle infinite possibilità di viaggi-vacanze considerata la raccolta di fragole in un'isola della Danimarca, scartata successivamente insieme alla via francigena a piedi e il tour dei caselli autostradali tedeschi.
3. Appurata la fondatezza dell'antica leggenda Rom che narra di come non si possa entrare in terra croata con carta d'identità scaduta. Esiti della fine di una dolce illusione: bestemmione alle porte di Trieste e tentazione irrefrenabile di gettare dal finestrino i due cd masterizzati all'uopo contrassegnati con la dicitura "Vacanze in Croazia 2003".
4 . Perse le chiavi dell'auto in mare durante una pausa ristoratrice nella vana ricerca di un posto-tenda alle Cinque Terre.
5. Ringraziato un Dio a scelta per l'acquisto di quel ridicolo porta-chiavi di stoffa galleggiante.
6. Appurata l'inaffidabilità degli dei a scelta. Al ritorno da una cena a base di pesto e pesce per festeggiare, le chiavi dell'auto non accendono più il motore.
7. In un delizioso campeggio trovato alla fine dell'avventura (e delle ferie) onorata l'indiscutibile superiorità dei tedeschi sulle altre razze in vacanza, per aver fatto entrare in 3 zaini e un borsone una igloo, 3 saccapeli, 3 materassini, pentole, lampade e stoviglie da cucina, quando una giovane coppia italiana non è riuscita a far entrare in 15 valige una canadese, lenzuola e cuscini, pinne, occhiali e boccagli, tavolo di plastica con sedie, ombrellone, luce al neon, radio, scopa, e cassettini impilabili porta-oggetti.

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